Passeggiare con il proprio cane, quanto è davvero importante


Passeggiare con il proprio cane è uno dei momenti che meglio si addice alla sua natura, perché riesce a sfogare le sue energie, giocando e approcciando con altri animali.

Portare a passeggio il nostro cane, oltre ad essere un gesto importante, gli permette di fare i bisogni senza problemi nel suo ambiente naturale. Purtroppo ancora oggi molti padroni non considerano questa una fase importante della quotidianità del loro amico a 4 zampe, tanto che alcuni di loro continuano a considerare il cane alla pari di un gatto, tenendolo perennemente chiuso in casa e creando nel cane stesso tantissimi problemi.

Ma anche chi porta a giro il proprio peloso spesso non sa rendere questo momento perfetto.

Passeggiare con il proprio cane: l’uso dell’attrezzatura giusta in base al cane

I mezzi utilizzati per portare a spasso il cane cambieranno nettamente l’esito della passeggiata, per cui è di fondamentale importanza saper prendere quelli giusti.
In primis quel che occorre è un collare, perfetto per quei cani che sanno passeggiare e non odiano il guinzaglio.

portare a passeggio il proprio cane

Viceversa, la pettorina è ideale per quei cagnolini che tendono a tirare un po’ al guinzaglio, cani che magari sono abili nel movimento. O anche per quei padroni che vogliono a tutti i costi un metodo più comodo e pratico di portare a spasso il cane. È utile anche per i cani che hanno paura e che provano sempre a divincolarsi dal guinzaglio: a tal proposito potrebbe andare bene anche una pettorina anti tiro che vale soprattutto per quegli amici a quattro zampe molto irrequieti (in tal modo si evitano pure lesioni e problemi di salute legati al collare).

Volendo poi, per i più alternativi esistono anche i passeggini. Dopo aver acquistato il passeggino per il tuo cane  sarà molto divertente andare al parco con il tuo amico a quattro zampe portato “a passeggio in passeggino”.

Passeggiare con il proprio cane: mantenere ordine e disciplina

Sono tante le persone che hanno difficoltà a gestire il cane, in particolare se ha l’abitudine di tirare il guinzaglio (il che potrebbe significare che ancora non sa passeggiare in modo corretto).

Uno dei primi consigli è quello di camminare con serenità, guidando il nostro amico con delicatezza e assecondandolo quando si ferma per annusare qua e là o deve fare i bisogni. Meglio non correre, gridare o strattonarlo per far sì che torni al suo posto: quanto più naturale sarà il nostro comportamento tanto più tranquilla sarà la passeggiata

Non si deve inoltre portare il guinzaglio troppo lungo o troppo corto: nel primo caso si corre il rischio di non riuscire a controllare il cane oltre al fatto che si sottopone l’animale a stress. Anzi c’è bisogno che lo si tenga allentato e morbido per consentirgli la giusta dose di libertà di movimento sempre ricordando sempre che la lunghezza massima del guinzaglio prevista per legge non può mai essere mai superiore al metro e mezzo.

In tal verso meglio non credere alle dicerie e ai luoghi comuni tipo “non bisogna far camminare il cane davanti sennò tende a comandare” o “bisogna uscire di casa o da qualsiasi porta prima noi e dopo il cane”. Sono queste delle affermazioni che non hanno trovato riscontri scientifici e portano solo a esiti negativi, in quanto finiscono con lo stressare il cane.

Gli addestratori, invece, alla frase “Se il cane tira al guinzaglio, il padrone deve tirare a sua volta” si dividono in due correnti di pensiero diverse, anche se i comportamentalisti ritengono che a dare i comandi, anche con il guinzaglio debba essere sempre e solo il padrone, non solo per educare il cane nel modo migliore, ma anche per ragioni di sicurezza, perché, ad esempio, nelle strade trafficate non sappiamo mai chi e cosa potremmo trovare dietro l’angolo di un incrocio.

Se il peloso non sa andare a spasso in modo corretto, è possibile che il cane abbia un problema di comportamento, o manchi di educazione o ancora potrebbe essere stressato. In tal caso, sarà strettamente necessario controllare che sia capace di rispettare le cosiddette libertà del benessere animale.